Barona Bio

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IL MERCATINO E' APERTO !!!


ci si vede: SABATO 28 GENNAIO h.10.30

 

ordine del RISO e del GRANA IN CHIUSURA


ATTENZIONE: senza almeno 4 turnisti (h 9.30), niente mercatino !!!!

NUOVA PROCEDURA SEMPLIFICATA (E INTUITIVA!!!) PER LA REGISTRAZIONE

susine nere noi guardiamo loro o loro guardano noi? cipolle dorate cosa guarda ragazzi al diserbo (durante le vacanze scolastiche!) danimarca Slide16 campo patate egitto va che bel fiulin.... zucca butternut valeria, cosa t'hanno combinato stavolta i figli ?!
ordine parmigiano bio gennaio 2012

Scritto da Roberto Corioni, 16-01-2012 14:40

Ciao a tutti,

come d'accordo, (media - 3 volte l'anno) si parte con l'ordine del parmigiano reggiano bio.

I prezzi sono:

 

Descrizione del prodotto

Prezzo in €/kg iva inclusa

Parmigiano-reggiano da agricoltura biologica stagionato   30-36 mesi  1000-1300 gr. la conf.

15.80

Parmigiano-reggiano da agricoltura biologica stagionato   30-36 mesi

500 gr. la conf.

17.60

Parmigiano-reggiano da agricoltura biologica stagionato   18-26 mesi   1000-1300 gr. la conf.

14.90

Parmigiano-reggiano da agricoltura biologica stagionato   18-26 mesi   500 gr. la conf.

16.70

Parmigiano-reggiano  Mezzano da agricoltura biologica  12-14 mesi  1000-1300 gr. la conf.

14.00

Parmigiano-reggiano  Mezzano da agricoltura biologica  12-14 mesi

500 gr. la conf.

15.80

 

 

Da oggi a  sabato 28  gennaio è aperto ufficialmente l'ordine, le modalità restano le solite, ricordo che è condizione determinante versare l'anticipo di 10 euro a pezzo per poter confermare l'ordine stesso.

Ricordo inoltre che al momento della consegna verrà richiesto un contributo spese di spedizione di 50 centesimi a pezzo.

Da questa volta si possono ordinare anche pezzi da 500gr., tenete presente che il prezzo al Kg. cambia.

Grazie per la collaborazione

Stella

 


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la frode "BIO" in Italia

Scritto da Roberto Corioni, 09-12-2011 16:57

09.12.2011

I fatti sono avvenuti, a quanto risulta dalle contestazioni, dal 2007 alla prima metà del 2010.

Sunny land (la cui attività di commercializzazione è attualmente certificata da ABCERT, filiale dell'omonimo organismo di controllo tedesco, mentre l'attività d'importazione è certificata da Ecogruppo Italia) stoccava e distribuiva orzo, mais, grano duro, favino, lino, miglio, avena, medica, pisello proteico, colza, grano tenero, sorgo, soia, spelta e girasole.

Niente ortofrutta, nonostante la stampa ne abbia parlato: le società coinvolte non risultano iscritte alla Banca nazionale dati operatori ortofrutticoli gestita da Agecontrol e senza tale iscrizione non è materialmente possibile la commercializzazione di tali prodotti.

L'azienda sosteneva di aver istituito un sistema di tracciabilità "Organic Agricultural Food System" che coinvolgeva 4.000 ettari in nord Italia, 4.000 nel centro Italia, 16.000 in Romania e 9.300 in Moldova e vantava un sofisticato sistema di tracciabilità e rintracciabilità.

L'inchiesta ha fatto emergere l'ipotesi che importasse prodotto convenzionale dalla Romania, con certificati di QC&I International Romania (società collegata con l'organismo tedesco di certificazione QC&I) da questa disconosciuti.

In Italia i certificati originali venivano verificati chiedendo all'emittente conferma della validità; emerge dalla documentazione che, non avendola ottenuta, non veniva rilasciato il certificato, con declassamento del prodotto a convenzionale; le partite che derivavano dalla suddivisione della partita importata sarebbero comunque state commercializzate grazie a certificati falsificati.

L'impianto accusatorio si fonda su tali ipotesi:

1 - In Italia, il dirigente locale infedele di un organismo di controllo avrebbe costruito a tavolino i Piani di produzione di svariate aziende, inserendo così nel circuito biologico quantità "potenziali" di prodotto che non era neppure stato seminato o che era stato prodotto in misura inferiore.

2 - Sunny Land (che peraltro stipulava anche contratti di acquisto con aziende effettivamente biologiche, con le quali intratteneva normali rapporti commerciali) dal 2007 avrebbe integrato queste produzioni regolari con importazioni illegali, facendo poi figurare che l'acquisto si riferisse alle partite di prodotto neppure seminate o prodotto in misura inferiore scaturite dalla falsificazione descritta al punto precedente. La maggior parte del prodotto commercializzato sarebbe così derivata da agricoltura convenzionale (prevalentemente estera) e sarebbe quindi stata scortata da certificati falsi o falsificati; società «cartiere» avrebbero emesso false fatture a copertura. Tali «cartiere», in molti casi, avrebbero notificato e sarebbero recesse  dal sistema di controllo in tempi brevissimi, al fine di non rientrare negli elenchi che gli organismi devono trasmettere alle Regioni entro il 31 dicembre di ogni anno, evitando così l'ulteriore controllo che viene effettuato dall'organismo di controllo in sede centrale.

3 - Un ispettore infedele dello stesso organismo di controllo avrebbe attestato nei verbali di visita ispettiva coltivazioni inesistenti o per superfici maggiori, aggiustando i Piani di produzione aziendale o facendo figurare come effettuate (o effettuando lui stesso apocrifamente) delle notifiche di variazione: diverse aziende di produzione avrebbero disconosciuto le "loro" notifiche di variazioni esibite loro dalla Guardia di Finanza.

4 - Per rendere più complessa la tracciabilità, l'azienda avrebbe "venduto" (in realtà avrebbe soltanto emesso fatture) ad altre aziende complici (anch'esse caratterizzate da un frequente cambio di organismo di controllo): la stessa partita, pur senza muoversi dai silos, era oggetto di ripetute cessioni inter-gruppo per confondere le acque. Gli organismi di controllo delle aziende acquirenti, visto il certificato originale di QC&I International Romania -da questa disconosciuto- e quello italiano che lo confermava -falso-, emettevano un proprio certificato e così via.

È il motivo per cui la Guarda di finanza parla di centinaia di migliaia di tonnellate e di centinaia di milioni di euro: se la stessa partita viene "venduta" all'interno del gruppo 15 volte, la Guardia di Finanza la conteggia 15 volte (in quanto 15 sono le fatture false, e tanto per lei vale).

Parte del raggiro sarebbero anche 2 aziende svizzere amministrate da italiani; a quanto apprendiamo, il prodotto sarebbe stato in parte prevalente commercializzato all'estero: non a caso i PM sono voltati all'Aja, all'Eurojust (l'organo che promuove il coordinamento di indagini e procedimenti giudiziari fra gli Stati membri contro le forme gravi di criminalità organizzata e transfrontaliera) e già alla prima fase dell'indagine la Guardia di Finanza ha collaborato con l'Europol.

È stato disposto il sequestro preventivo di 2.500 tonnellate di prodotto (che al momento si sospetta non biologico, ma del quale si esclude la nocività: alla peggio, si tratta di prodotto convenzionale; saranno gli sviluppi del procedimento a confermare o meno la conformità del prodotto al metodo biologico); sono stati sequestrati documenti e personal computer.

L'indagine è partita da controlli nell'azienda di Caterina Galbiero, il cui volume d'affari era passato da circa 1,5 milioni l'anno a quasi 60 nel volgere di un paio d'anni (al momento non è però noto quanta parte del fatturato sia dovuta a cessioni fittizie "intergruppo").

L'organismo di controllo ha sollevato dall'incarico il proprio dirigente locale già a luglio 2010, non appena dalle verifiche interne avviate in autocontrollo sono emersi comportamenti irregolari e a settembre 2010 ha rotto il contratto con lui e con il tecnico esterno complice, segnalandoli alla magistratura, che così ha avuto modo di integrare all'ipotesi di reato della frode fiscale quella della frode in commercio. Da allora sono partite azioni correttive e procedure di autocontrollo più stringenti in tutti gli organismi di controllo.

Le prime perquisizioni e i primi sequestri di documenti risalgono a luglio 2010.

Tutti gli organismi di controllo hanno avviato subito la collaborazione con la Guardia di Finanza, supportandola con la fornitura di documenti e dati.

Gli organismi di controllo parte lesa nella frode e FederBio hanno annunciato che si costituiranno parte civile nel processo.

I tentativi di frode sono scoperti dagli organismi di controllo e dalle autorità pubbliche e sono puniti con rigore della legge, in quanto danneggiano non soltanto gli acquirenti, ma portano discredito su un intero settore.

Nessun comparto dell'agro-alimentare ha controlli più stretti di quello biologico, ma nemmeno il miglior sistema di controllo può impedire attività criminali.

Può funzionare da deterrente e, come in questo caso, scoprire o aiutare a scoprire più facilmente la frode per mettere i criminali in condizioni di non nuocere.

Gli indagati sono

1)    Caterina Albiero, 47 anni, imprese Bioagri sas  e La Spiga srl

2)    Andrea Grassi, Società agricola Fattoria della Speranza e broker

3)    Angela Nazaria Siena, Bioecoitalia srl, Terrasana sas, Centro cereali srl, Agridea SA (Svizzera), Life Group Holding sa (Svizzera), Agripoint società agricola srl

4)    Luigi Marinucci, Sunny Land Spa e Società Agricola Marinucci;

5)    Davide Scapini, Sunny Land e Terre del sole.


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Nuovo ordine scarpe?

Scritto da scarpe, 14-11-2011 12:18


Carissimi,

scusate se sono/siamo stata/i latitante/i negli ultimi mesi ma è un periodo un po' complicato per varie ragioni. E' da qualche settimana che volevo capire se siamo interessati a un nuovo ordine delle scarpe. Io lancio il sasso (senza nascondere la mano!). Come vi avevo anticipato nell'ordine primaverile, i prezzi sono stati ritoccati di un buon (si fa per dire!) 20%. Capiamo se siamo interessati e se vogliamo andare avanti con questo fornitore. Personalmente credo che 96 euro per uno stivaletto da bambini sia una cifra davvero critica in questo momento. Anche se ci sono prodotti più accessibili e su cui personalmente vedo meno differenze con i prezzi medi lì fuori (le Babyflex che io ho trovato molto buone per i miei figli sono arrivate a poco meno di 45 euro). Lascio però ognuno di voi alle sue valutazioni che però sarebbe bello condividere anche per capire cosa fare in futuro.

Condivido con voi anche i contenuti di una lettera ricevuta recentemente dalla Astorflex in cui raccontavano ai GAS con cui finora hanno lavorato le difficoltà in cui questa realtà sta versando, patendo una forte contrazione degli ordini nella GDO e una flessione anche per quanto riguarda i GAS. Raccontavano di una situazione molto pesante, che mette a rischio di vita la sopravvivenza della Astorflex. E lanciavano un "grido di aiuto": "non abbiamo bisogno di investimenti o finanziamenti, ma di ordini che facciano calare il magazzino così da realizzare la liquidità che dia respiro e la possibilità di proseguire il lavoro".

Qui di seguito trovate il link alle pagine del sito della Astorflex dedicate ai prodotti: in ogni pagina/modello troverete info e dettagli tra cui prezzo, numerazione, colori e disponibilita': http://www.astorflex.it/prodotti/inverno

Questi i prezzi per i GAS (al link sopra trovate i prezzi per i privati):
Padula Ecoflex pelle: 58,80 euro
Babyflex: 44,40 euro
Padula Ecoflex camoscio: 56,40 euro
Polacchino Adele: 54 euro
Stivalino Auril (da 26 al 34): 96 euro
Ballerina Aura camoscio: 61,20 euro
Ballerina Aura pelle: 64,20 euro
Stivaletto Elena: 108 euro
Stivalino Selvas (da 26 al 34): 96 euro
Frenky camoscio: 76,80 euro
Stivale Gina Pelle: 110,40 euro
Pedula Ecoflex Pelle Mood: 58,80 euro
Pantofola Pantoflex: 34,20 euro
Pantofola Pantape: 37,30 euro
Scarpa sportiva Priamo Camoscio: 93,60 euro
Scarpa sportiva Priamo Pelle: 97,20 euro
Sandalino invernale Tersicore: 63 euro
Scarpa Emma: 96 euro
Scarpa sportiva Silverio: 102 euro
Scarponcino trekking Baldo: 160 euro
Scarpa trekking Bondone: 143 euro
Gregory camoscio: 98 euro
Gregory pelle: 98 euro

Aspetto, come dicevo sopra, i vostri pareri sull'opportunità di andare avanti con le scarpe e con questo fornitore. Io già mesi fa avevo dato un'occhiata alle alternative e non avevo trovato granchè di interessante. Ma nel caso posso rifare il punto.
Se invece volete acquistare: date un'occhiata al sito e mandatemi una mail (alessleone@gmail.com) ENTRO SABATO 19/11 seguendo questo schema:

Nome e cognome:
Modello:
Numero:
Colore:
Tel:
Mail:

Un paio di note...
L'esperienza del precedente ordine ci insegna che le scarpe Astorflex calzano leggermente larghe (questa cosa si e' verificata soprattutto con i 42 ma sporadicametne anche su altri numeri): l'idea che mi sono fatta e' che sono un mezzo numero piu' grandi. Quindi, ad esempio, se uno di suo porta tra il 37 e il 38 (nel senso che magari porta l'uno o l'altro a seconda dei modelli) io personalmente consiglierei di prendere il 37. Ma se e' sempre stato un certo numero e di solito quel numero gli sta comodo, direi che conviene provare con quel numero.

Alla cifra che leggete sul sito dovete aggiungere 2,50 euro di spese di spedizione: questa cifra e' stata ricavata facendo una media dei costi di spedizione (che dipendono dal numero di scarpe che vengono spedite) considerando che c'e' la possibilita' piuttosto concreta che dovremmo rimandare indietro qualche paio che non va bene di numero e farle tornare indietro giuste...

Aspetto i vostri ordini, allora. Se avete bisogno di qualcosa mi trovate al 335 7703140 o sul sito o direttamente a questo indirizzo mail: alessleone@gmail.com
Ciao a tutti
Ale
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ordine carne novembre 2011

Scritto da Roberto Corioni, 10-11-2011 11:50

Carissimi compagni biologici.
Torniamo ad occuparci di CARNE (ROSSA!).

Con decorrenza dall'11/11/2011 e sino alle 23 del 25/11/2011 è riaperto l'ordine della carne.
I prezzi sono rimasti invariati rispetto alla scorsa volta (pacco carne da 14 euro il KG).
Il produttore mi ha però già anticipato che da gennaio sarà costretto a ritocchi sul prezzo di vendita che ancora però non è stato quantificato.

E' possibile effettuare l'ordinativo dal sito come per gli altri generi del mercatino tenendo però separato l'ordine della carne da ogni altro ordine (frutta compresa).

Rammento ancora una volta quali sono le regole di gestione dell'ordine:

- Anticipo pari al 70% ca  del  valore dell'ordine da corrispondere entro e non oltre la data di invio ordine (che verrà inoltrato max 28/29 novembre previa verifica degli ordini nel frattempo ricevuti).
- In mancanza di versamento dell'acconto entro la data in precedenza riportata
, considerato anche l'elevato ammontare delle cifre che ruotano intorno all'ordine della carne, l'ordine in precedenza ricevuto non verrà ritenuto valido.

Il giorno del ritiro della merce, che sarà comunicato con mail ai diretti interessati o sul sito di BaronaBio, è importantissimo essere presenti almeno ½ ora prima dell'orario fissato per il ritiro.
Questo per consentire a me di raccogliere i saldi dei vari ordini e contemporaneamente di assicurare il ritiro della merce per tempo considerando l'elevato livello di deperibilità della stessa.


Ringrazio e saluto.

Alex


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ORDINE DETERSIVI E SAPONE

E-mail Stampa

APERTO ORDINE DETERSIVI E SAPONE DI ALEPPO

(I LINK SONO RISERVATI AI SOLI MEMBRI DEL GAS)

Cari membri del GAS BARONABIO, a partire da oggi lanciamo il nuovo ordine dei detersivi e del sapone di Aleppo.


Il fornitore dei detersivi e del sapone rimagono gli stessi dell'ultimo ordine.

Non siamo riusciti ancora a inserire i prodotti nell'elenco di tutti i prodotti. Quindi ancora per questa volta domandiamo la cortesia di utilizzare la stessa procedura dell'ultima volta.

In sintesi:

- scaricare il Foglio di Lavoro Excel per l'ordine dal seguente link del nostro sito: Modulo Ordine (31.5 kB)

- compilare il MODULO inserendo il proprio nome e indicando le quantità desiderate per ogni prodotto

- inviare il MODULO all'indirizzo di Claudio o di Giampiero (leggi indirizzi in MODULO ordine)

- pagamento anticipato al mercatino nei giorni sabato 12 novembre e sabato 19 novembre


Coloro che hanno difficoltà a compilare il foglio excel dei detersivi, possono scrivere le q.tà in formato testo nell'email


Informazioni sui prodotti e sul listino li trovate sui documenti scaribabili dalla pagina dedicata del nostro sito: segui i seguenti link


Documenti detersivi

Sapone di Aleppo


NOVITA'

Nuova linea detersivi SOLARA a km 0 con oli vegetali

Il sapone di Aleppo è disponibile anche in versione liquida in confezione da 100 ml.


PROSSIMI ORDINI DETERSIVI E SAPONE:

- MARZO 2012
- LUGLIO 2012

 

 
Selezione fornitori carni bianche #1

Scritto da Claudio, 23-09-2011 22:27

 

 

NEWS 

CARNI BIANCHE


Finalmente le news attese sulle visite ai fornitori di carne bianca. 

Riportiamo le nostre personali valutazioni per condividere con voi impressioni e compiere una scelta. 

La nostra relazione la potete leggere in una pagina interna accessibile ai soli iscritti seguendo il seguente link.  


  Ciao 

Claudio, Serena, Cinzia, Giampiero

 

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rwanda e dintorni

Scritto da Roberto Corioni, 08-06-2011 10:42

Ciao a tutti,
non so se posso usare Baronabio anche per questo...
l'associazione con cui collaboro (Umudufu, www.umudufu.org) organizza sabato 11 giugno un evento di raccolta fondi per il Rwanda.
E' un concerto con la band "Limelight" e sarà a Zona Colore, in via Moncucco 29 (MM2 Famagosta). L'ingresso è a offerta libera e l'intero ricavato sarà destinato ai nostri progetti in Rwanda. L'evento comincerà alle 20.30
Visto che anche altre volte sono stati segnalati eventi...magari si può fare anche stavolta? :-)
Grazie!
Francesca


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LE NOVITA' DI AGOSTO '11

Scritto da Roberto Corioni, 14-07-2010 14:24

Caporalato, qualcosa si muove? Il BIO con i braccianti migranti per la legalità

Come da tradizione la bella stagione porta alla ribalta delle cronache nazionali il cosiddetto fenomeno del caporalato, ovvero l'intermediazione illecita di manodopera basata sullo sfruttamento dell'attività lavorativa, che riduce in condizioni di schiavitù centinaia di migliaia di lavoratori immigrati in agricoltura e che spesso si accanisce sulle migranti donne per sfruttarle anche sessualmente.

Ma in questa calda estate 2011 a fare notizia non sono solo i 550.000 lavoratori stimati per difetto in mano ai caporali, né solamente il ricordo dei drammatici eventi di Rosarno 2010. Questa volta le notizie che arrivano sul fronte del caporalato sono anche positive. Luglio si è aperto infatti con l'arresto di 17 persone nel Tarantino accusate a vario titolo di associazione per delinquere, estorsione aggravata, truffa aggravata a i danni dell'INPS, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed esercizio non autorizzato di attività di somministrazione di lavoro.
Ed è proseguito la con presentazione di un ddl a firma della senatrice PD Colomba Mongiello e firmato da altri 30 senatori appartenenti a tutti gli schieramenti politici, che vuole finalmente introdurre il reato di caporalato nel nostro codice penale. Una legge condivisa e sostenuta dal mondo del BIO, che ha fatto da sempre della lotta al lavoro irregolare uno dei suoi impegni associativi a livello nazionale e che sostiene la legalità con progetti come il marchio Qualità Lavoro per l'emersione del lavoro irregolare. A questo si aggiunge il protocollo firmato recentemente dall'Aiab Puglia e la Flai Cgil regionale per combattere il caporalato e promuovere il biologico.

Ma la cosa più straordinaria è avvenuta nelle campagne di Nardò: dal 31 luglio per 5 giorni i braccianti migranti hanno fatto fronte unito e hanno scioperato, disertando i campi per reclamare i loro diritti!
Hanno ottenuto l'istituzione di un 'tavolo tecnico' che per la prima volta metterà a confronto diretto lavoratori immigrati stagionali e imprese, alla presenza di sindacati e associazioni di categoria. Chiedono contratti veri, salari dignitosi e rispetto, sia come lavoratori che come esseri umani.


Anche in Italia "la clausola di salvaguardia" contro gli OGM

Anche l'Italia ha deciso di attivare la cosiddetta "clausola di salvaguardia" sugli OGM. In linea con una parte consistente di Stati membri, il Ministero delle Politiche Agricole ha sottoposto al  Ministero delle Politiche Comunitarie la richiesta di avviare la  procedura per l'attivazione della clausola di salvaguardia sul mais OGM MON 810, dando attuazione alla direttiva europea che riconosce agli Stati membri il diritto di decidere  se limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente  
modificati sul proprio territorio, anche se autorizzati a livello comunitario, per motivi di opportunità ambientale o sanitaria. In attesa di valutare se e in che termini di potranno in futuro invocare ragioni socio-economiche, è questo il margine di manovra che lo Stato italiano sembra opportunamente intenzionato a utilizzare.
La situazione spagnola in cui le coltivazioni transgeniche hanno cannibalizzato le coltivazioni biologiche e convenzionali di mais ha evidenziato le lesive ripercussioni dell'un utilizzo degli OGM in agricoltura. Se poi si considera il sistema produttivo agricolo italiano in cui, stando ai dati preliminari del 6° Censimento ISTAT sull'Agricoltura le aziende hanno una media di sette ettari, è chiaro che risulta impercorribile la strada di una convivenza "pacifica" tra  coltivazioni transgeniche e coltivazioni biologiche e convenzionale.
La scelta italiana, con quella di Austria, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo e Ungheria che hanno già attivato la clausola di salvaguardia, conferma, quindi, un chiaro orientamento europeo volto a intervenire a tutela dei sistemi di coltivazione convenzionali e biologici.
È in quest'ottica che il risultato italiano, frutto della mobilitazione della società civile e di associazioni di settore, è da testimoniare dovutamente in Europa: un'occasione a breve è offerta dal Forum Nyéléni sulla sovranità alimentare, che,  dal 16 al 21 agosto, vedrà riuniti movimenti e organizzazioni contadine del Vecchio Continente per parlare e riflettere di come sia possibile riorganizzare i sistemi agricoli e alimentari sia a  livello europeo che a livello globale.

 

In arrivo la XII edizione di Biodomenica in tutte le piazze d'Italia


È quasi tutto pronto per la XII edizione di Biodomenica, che si svolgerà il 9 ottobre in tutte le piazze d'Italia. Appuntamento ormai storico, organizzato  da AIAB, Coldiretti e Legambiente, dedicato all'incontro tra produttori, cittadini, associazioni e consumatori del mondo biologico. Biodomenica è nata per promuovere il consumo di prodotti sicuri, di qualità e rispettosi dell'ambiente, alla riscoperta delle tipicità del territorio e delle tradizioni italiane. Ma Biodomenica non è solo un mercatino biologico domenicale, è luogo di incontro tra quanti hanno contribuito a rendere l'agricoltura biologica una realtà in crescita, capace di attrarre, ogni anno, nuovi estimatori alla ricerca di scelte eque e di consumi maggiormente "critici"; alla manifestazione partecipano associazioni ambientaliste e di volontariato, produttori, consumatori, aziende agrituristiche, enti parco e quanti desiderano, semplicemente, saperne di più.
Quest'anno verranno messi a fuoco e declinati attraverso diverse forme di espressione i "Valori del Bio", con particolare riferimento al valore sociale, economico e ambientale. Anche la XII edizione di Biodomenica sarà un appuntamento ricco di iniziative, incontri, dibattiti, mostre, convegni, workshop e degustazioni in oltre 100 piazze del Paese.
Di anno in anno la filosofia del biologico oltrepassa il confine della sola pratica agricola, da cui vede la sua origine, divenendo sempre più uno stile di vita, e anche per la Biodomenica 2011 si incontreranno i protagonisti di questa 'filosofia': i produttori e i cittadini consumatori del bio. Biodomenica è l'occasione per tutti d'incontrare il mondo bio, ed essere protagonisti di un mondo migliore.

Contro gli sprechi alimentari l'UE investa in agricoltura sostenibile e di piccola scala

Contro lo spreco alimentare, lo scorso 11 luglio, è stata presentata una relazione alla Commissione Agricoltura dell'Europarlamento su iniziativa dell'eurodeputato Salvatore Caronna (S&D). Oltre a fare un quadro del problema, la relazione sollecita la Commissione a valutare "strategie e misure concrete finalizzate a dimezzare lo spreco alimentare lungo tutta la catena di approvvigionamento entro il 2025, a migliorare l'efficienza della filiera nonché a sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema ancora per molti aspetti ignorato".
Ogni anno in Europa una crescente quantità di cibo sano e commestibile si perde soprattutto nelle ultime fasi, nella distribuzione e nel consumo, della catena agroalimentare diventando rifiuto in assenza di un'alternativa. Si calcola che dal 1974 ad oggi tale spreco è aumentato del 50 per cento determinando una filiera parallela a quella produttiva/distribuzione. La stessa Commissione ha pubblicato uno studio sulla produzione annuale di rifiuti alimentari nei 27 Stati membri che ammonta a circa 89 milioni tonnellate, ossia 179 chili pro capite, senza tuttavia soffermarsi sugli sprechi agricoli a livello di produzione. E senza soffermarsi sull'impatto ambientale necessario a produrre tali sprechi (ben 170 milioni di tonnellate di CO2 all'anno). Uno schiaffo alla dignità umana, considerando che nell'Unione Europea vivono ancora 79 milioni di persone al di sotto del livello di povertà, vale a dire che oltre il 15% dei cittadini, e di questi solo 16 milioni ricevono aiuti alimentari. Per non parlare delle cifre allarmanti divulgate dalla FAO, secondo le quali oggi nel mondo ci sono 925 milioni di persone che soffrono la fame. Uno scenario drammatico che rende evidente quanto il mondo sia lontano dal raggiungimento degli Obiettivi del Millennio (che prevedono, tra l'altro, di dimezzare povertà e fame entro il 2015).
Nonostante la situazione sia tanto grave, sottolinea l a relazione, non si guarda "all'agricoltura per le sue caratteristiche può svolgere un ruolo fondamentale e all'avanguardia nella lotta contro lo spreco alimentare". L'invito alla Commissione è quello di determinare misure concrete e urgenti che incentivino investimenti nell'ambito della ricerca, della tecnologia, dell'istruzione, della divulgazione e dell'innovazione in agricoltura. Alla Commissione Agricoltura si chiede anche di "incentivare la produzione sostenibile su piccola e media scala" il cui riconoscimento è ormai consolidato sotto il profilo dei benefici ambientali ed economici. Inoltre La vendita diretta e in filiera corta, infine, stimola i consumatori ad adottare comportamenti più responsabili e consapevoli che riducono lo spreco.

Emergenza umanitaria nel Corno d'Africa, ma in Etiopia si coltiva per produrre agro-carburanti anziché cibo

L'emergenza umanitaria nel Corno d'Africa va avanti e la comunità internazionale si riunisce per elaborare un piano strategico per la risoluzione dell'emergenza a breve e lungo termine. Ma come denuncia l'ONG Survival International, i problema è aggravato, almeno in Etiopia, dalla vendita di terre coltivabili a multinazionali occidentali che le usano per produrre agro-carburanti.
Nella valle dell'Omo, una delle regioni più fertili dell'Etiopia, il governo ha ceduto oltre 250.000 ettari, fondamentali per l'approvvigionamento di acqua di più di 200.000 persone, ad aziende che coltivano la canna da zucchero e la palma da olio. Com' è noto questa tipologia di coltivazione risponde alla domanda dei Paesi sviluppati di carburante per le auto "verdi". Aziende occidentali, fra cui anche l'italiana Fri-el Green Power, occupano migliaia di ettari. Per porre un argine a tale fenomeno, Survival International ha lanciato una petizione per mobilitare l'opinione pubblica contro questa politica e contro la realizzazione di progetti dannosi per le popolazioni locali, che subiscono solamente le decisioni dei governi.
Ad aggravare ulteriormente la situazione potrebbe presto arrivare anche un progetto di diga idroelettrica sull'Omo. Cambiare il corso delle acque che permettono agli autoctoni di praticare le loro attività tradizionali di sussistenza, potrebbe infatti innescare uno spostamento di massa verso zone più abitabili, ripetendo l'ennesima crisi umanitaria.

Piacere, Bio! Gli opuscoli del mangiar bio in Lombardia

Il biologico si presenta in una collana di libretti dedicati al consumatore, intitolata Piacere, Bio! a cura di AIAB Lombardia. Si tratta di sei pubblicazioni chiare e semplici sugli alimenti di consumo quotidiano, quali gli ortaggi, carne, salumi, latte, formaggi, miele, uova, ed altro rivolto ai cittadini al fine di avvicinarli ai prodotti biologici per una più corretta e genuina alimentazione. I sei libri propongono percorsi guidati nelle varie fasi di produzione dei prodotti, consigli per fare un giusto acquisto, per riconoscere la qualità dei prodotti e imparare a conoscere i buoni alimenti della terra e i valori nutrizionali di ciò che consumiamo ogni giorno. Non mancano, inoltre, suggerimenti per la corretta conservazione dei prodotti e del loro utilizzo. Dopo la breve lettura degli opuscoli, scritti da esperti del settore, il consumatore si riscopre più attento alle piccole cose che rendono più genuina e gustosa la nostra tavola. Per ogni informazione aiab.lombardia@aiab.it

 


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parco delle risaie

Scritto da Roberto Corioni, 10-02-2011 07:27

Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto "Parco delle Risaie" ha vinto il Premio Mediterraneo del Paesaggio

L'associazione "PARCO DELLE RISAIE" è stata costituita nell'ottobre 2008, con lo scopo di realizzare un Parco Rurale Urbano nell'area sud-ovest del Comune di Milano ed in parte nei comuni di Assago e Buccinasco al fine di conservare la funzione produttiva agricola presente e promuovere attività divalorizzazione della natura, dell'ambiente e del territorio.Il progetto, realizzato dall'Arch. Maddalena Gioia Gibelli in collaborazione dell'arch. Silvia Beretta, è localizzato all'interno del Parco agricolo sud Milano, collocato tra il Naviglio grande ed il quartiere Barona di Milano a nord, il Naviglio Pavese e lo scolmatore Olona a est, e i comuni di Buccinasco e di Assago a ovest, tagliato dall'Autostrada A7. Una zona agricola alla periferia di Milano in cui ancora è possibile toccare con mano la tradizione, la fatica e la limpidezza del mondo contadino legato alla coltivazione del riso, che nel sud-ovest milanese e in tutta la Lombardia ha radici molto forti ed antiche. Internamente all'area sono presenti 5 aziende agricole attive, che producono prevalentemente riso. Sono inoltre presenti alcune attività diverse che occupano aree limitate, ma scarsamente compatibili con l'agricoltura, quali impianti di frantumazione di inerti e depositi di materiali. 
L'area attualmente costituisce una risorsa paesistico ambientale, oltre che produttiva agricola, unica nel suo genere per estensione e localizzazione. Essa riveste grandissima importanza per la vivibilità e per la salute dei cittadini di una città in continua densificazione quale è Milano, nonché per i comuni limitrofi.

Nella realtà milanese e del suo immediato hinterland, il Parco delle Risaie si pone come naturale risposta ai bisogni della realtà urbana di Milano, potendo fornire una quantità notevolissima di servizi ambientali, ulturali e ricreativi ai cittadini. Inoltre si candida per presentare nel 2015 ai visitatori Expo, una realtà di assoluta integrazione del mondo agricolo con la realtà urbana. 
Dopo la sua presentazione il "Parco delle Risaie" ha vinto il Premio Mediterraneo del Paesaggio, per aver favorito lo sviluppo di una maggiore e più consapevole sensibilità dei cittadini verso le aree verdi, soprattutto nelle zone molto urbanizzate. 
Si tratta di un'iniziativa transnazionale che coinvolge Regioni italiane, spagnole, francesi, portoghesi e greche. 
"Questo riconoscimento - ha detto l'assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio della Regione Lombardia, Alessandro Colucci - dimostra l'importanza dell'agricoltura e del lavoro dell'uomo per la tutela e salvaguardia delle aree protette superando, anche dal punto di vista culturale, l'idea che un'area protetta sia contro l'agricoltura. E' vero invece il contrario: l'agricoltura difende il territorio e un territorio tutelato difende l'attività agricola". 
Il progetto "Parco delle Risaie" riguarda una porzione di circa 650 ettari del Parco agricolo sud Milano compresa tra i Navigli 
Grande e Pavese e l'autostrada A7 e prevede la realizzazione di un parco rurale urbano con l'obiettivo di valorizzare la funzione produttiva agricola (in particolare la coltivazione del riso) con percorsi che diano impulso alla cultura, all'accoglienza e al turismo oltre che al rilancio e al rafforzamento dell'identità del territorio. 
"L'aggiudicazione del premio - ha concluso Colucci - consentirà di dare ulteriore slancio al lavoro svolto finora e che ha già permesso di stendere una bozza di protocollo d'intesa tra Regione Lombardia, Parco sud Milano, Comuni di Milano, Assago e Buccinasco e gli agricoltori dell'area". Il progetto sarà pubblicato del catalogo delle "Buone pratiche per il paesaggio" che verrà realizzato dalla Regione Murcia, la comunità autonoma della Spagna sud orientale.

per info: www.mi-lorenteggio.com/news/11008
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