BaronaBio

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Presentazione

Scritto da Roberto Corioni, 29-11-2009 12:33


IL MERCATINO RIAPRE !!!

CI SI VEDE : VENERDI' 29 LUGLIO

ORE 18.30 - 19.30

 

ultimo appuntamento, poi ...

VACANZE !!!!

6 la grilgia

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MILANO SI MUOVE

Scritto da Roberto Corioni, 14-07-2010 14:24

 

"MILANO SI MUOVE":

CINQUE REFERENDUM PER LA QUALITA' DELL'AMBIENTE E DELLA VITA

 

Milano, 12 luglio 2010. E' stata presentata oggi a Palazzo Marino la campagna per cinque referendum sulla qualità dell'ambiente e della vita per i quali, da oggi, i cittadini milanesi potranno firmare. Il Comune di Milano ha infatti convalidato, ai sensi dello statuto, le firme dei primi 100 sottoscrittori che erano state consegnate a giugno e avviato la vidimazione dei moduli per la raccolta delle firme. Hanno già aderito come promotori dell'iniziativa, lanciata da Marco Cappato, Edoardo Croci ed Enrico Fedrighini, personalità della società civile, della cultura e della politica. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, i consiglieri comunali Carlo Montalbetti e Giancarlo Pagliarini.

 

Obiettivi

Per garantire ai suoi cittadini standard di salute e di vita adeguati ad una metropoli moderna, Milano ha bisogno di rivoluzionare i sistemi dei trasporti, dell'energia e del verde.

Gli studi scientifici più recenti hanno accertato che se venissero adottate misure coraggiose necessarie per migliorare la qualità dell'aria che respiriamo, guadagneremmo un anno e mezzo di vita a testa, eviteremmo 1.000 morti all'anno e ci ammaleremmo di meno. Soprattutto i bambini, gli anziani e le fasce più deboli e a più basso reddito ne avrebbero un beneficio immediato. Purtroppo la politica di Palazzo si dimostra incapace di assumere scelte coraggiose e lungimiranti. I referendum sono l'unico modo per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il loro futuro.

 

Come e dove

E' partita l'iniziativa referendaria "MilanoSìMuove". Infatti da oggi, lunedì 12 Luglio, è possibile sottoscrivere i 5 referendum.

E' possibile firmare all'ufficio elettorale del Comune di Milano in via Messina 52 dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 15.30. Da mercoledì sarà possibile firmare anche presso tutte le sedi delle zone e gli uffici dell'anagrafe.

Il comitato promotore organizzerà tavoli di raccolta firme in concomitanza con i principali appuntamento dell'estate milanese: sono già stati prenotati gli spazi per i banchetti di raccolta firme per l'intero mese di luglio presso Darsena e Colonne di S. Lorenzo e nei giorni di svolgimento delle manifestazioni estive presso l'Arena civica in occasione del "Milano jazzin' festival" (dal 12 luglio al 2 agosto) e presso della rassegna "notturni musicali" presso la Villa Reale di Via Palestro (tutti i giovedì e sabati dal 15 al 31 luglio).

Promotori

I promotori sono un gruppo trasversale di cittadini, con esperienze diverse nella politica, nella cultura, nella scienza e nella ricerca, nell'ambiente e nel sociale, convinti che ci si debba impegnare in prima persona per trasformare Milano in un luogo più sano e vivibile. Un movimento civico che non crede che queste scelte possano essere delegate ai partiti.

 

Scadenze

La sottoscrizione dei quesiti da parte di almeno 15.000 milanesi (l'1,5% degli iscritti alle liste elettorali, secondo il regolamento del Comune) entro il 6 novembre 2010 comporterà la chiamata al voto di tutti i residenti per esprimersi sui quesiti. Se almeno il 30% degli elettori andranno a votare ed il SI' prevarrà, le richieste assumeranno il valore di un preciso indirizzo agli organi comunali. Ma sarà soprattutto la mobilitazione civica di questi mesi che potrà dare il segnale forte per una svolta.

 

Autofinanziamento

L'iniziativa referendaria si autosostiene con l'attività di volontari e con le donazioni dei cittadini. Ogni entrata e uscita saranno rendicontati pubblicamente sul sito internet. Contributi e donazioni posso essere versati presso Banca Intesa-San Paolo, conto corrente 1000/3586, intestato a: Comitato Promotore referendum per Milano, IBAN: IT88 F030 6901 6151 0000 0003 586

 

Comunicazione

La campagna referendaria ha come logo che rappresenta la mobilitazione civica MilanoSìMuove. Il Sì (accentato) è contornato da una foglia verde a forma di Duomo di Milano.

Sui siti www.milanosimuove.it e www.referendummilano.it saranno costantemente aggiornati i punti di raccolta delle firme, gli eventi, i promotori e le donazioni.

 

Per informazioni:

referendummilano@gmail.com

Lorenzo Lipparini

340-4607189


Sintesi dei 5 referendum

 

1 ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l'estensione di "ecopass" e la pedonalizzazione del centro

Dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti, completando due nuove linee metropolitane, pedonalizzando il centro storico, realizzando 300 km di piste ciclabili, proteggendo e potenziando le linee di trasporto pubblico il bike sharing, il car sharing, i minibus di quartiere, estendendo la regolamentazione della sosta, regolamentando il trasporto merci, incentivando la rottamazione definitiva delle auto, utilizzando a questo fine le risorse generate dall'estensione di ecopass a tutte gli autoveicoli.

 

2 raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo

Raddoppiare gli alberi e le aree verdi, riservare a verde pubblico almeno la metà delle superfici in via di riqualificazione, garantire a tutti giardini e aree gioco per bambini entro 500 metri da casa, utilizzando i proventi di tariffe progressive per chi spreca risorse ambientali scarse e coinvolgendo sponsor e cittadini nella cura del  territorio.

 

3 conservare il futuro parco dell'area EXPO

Lasciare alla città come eredità dell'EXPO un nuovo grande parco, connesso con il sistema delle aree verdi e delle acque, evitando i rischi della speculazione edilizia.

 

4 risparmiare energia e ridurre le emissioni di gas serra

Dimezzare le emissioni inquinanti derivanti dagli edifici, richiedendo standard di alta efficienza energetica per la costruzione di nuovi edifici e la "rottamazione" di quelli vecchi privi di valore storico, eliminando il gasolio per il riscaldamento ed incentivando il teleriscaldamento e le energie rinnovabili, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e il risparmio generato dalla riduzione dei consumi energetici.

 

5 ripristinare la Darsena e studiare la riapertura del sistema dei Navigli milanesi

Far tornare la Darsena il porto di Milano e riattivare a tratte, laddove possibile,il paesaggio urbano e  il sistema dei canali dei Navigli oggi interrati, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico


I quesiti completi

1 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d'indirizzo per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l'estensione di "ecopass" e la pedonalizzazione del centro

"Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità "pulita" alternativa all'auto, attraverso l'estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l'allargamento progressivo fino alla "cerchia ferroviaria" del sistema di accesso a pagamento, con l'obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti.

In particolare gli interventi richiesti sono:

a.       il potenziamento del sistema metropolitano milanese con il completamento delle linee 4 e 5 entro il 2015;

b.      il raddoppio entro il 2012 dell'estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l'intera area della Cerchia dei Navigli a partire  dal "Quadrilatero della moda";

c.       il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali;

d.      la realizzazione entro il 2015 di una rete di piste ed itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km ed  il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette;

e.       la protezione e preferenziazione di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità;

f.       l'introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di "bus di quartiere" che faccia servizio dalle singole abitazioni alle principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio;

g.      l'estensione sull'intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;

h.      il prolungamento dell'orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore  1.30 tutte le notti;

i.        il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio ("seconda guida");

j.        il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione un sistema di logistica condivisa con veicoli elettrici;

k.      l'estensione della regolamentazione della sosta in tutta l'area compresa all'interno della  "cerchia filoviaria" e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero;

l.        un buono di 1.000 euro, spendibile in servizi di trasporto pubblico, a favore di tutte le famiglie che "rottamano" l'auto senza sostituirla.

 

Per il piano di interventi è prevista una spesa massima aggiuntiva rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale pari a 60 milioni di euro all'anno, che sarà coperta mediante l'incremento delle entrate da accesso, con una tariffa giornaliera di 5 euro per i veicoli per trasporto persone (prevedendo agevolazioni per i residenti) e di 10 euro per i veicoli per trasporto merci, e della sosta, da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile.

 

2 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d'indirizzo per conservare il futuro parco dell'area EXPO

 

"Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni  necessarie a garantire la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito EXPO e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque?"

 

L'intervento non comporta costi a carico del bilancio comunale.

 

 

3 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d'indirizzo per la riapertura del sistema dei Navigli milanesi

"Volete voi che il Comune di Milano provveda alla risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità?"

 

Per l'intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all'anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale.

 

 

4 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d'indirizzo per raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo

"Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni  necessarie a: ridurre il consumo di suolo destinando almeno il 50% delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica a verde pubblico ed escludendo l'assegnazione di diritti edificatori a fronte della realizzazione di "servizi" che comportino consumo di suolo; preservare gli alberi e le aree verdi esistenti; garantire il raddoppio del numero di alberi e dell'estensione e delle aree verdi e la loro interconnessione entro il 2015, assicurando che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico con aree attrezzate per i bambini a una distanza non superiore a 500 metri da casa?"

 

Per l'intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale pari a 20 milioni di euro all'anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante gli oneri di urbanizzazione relativi alle aree di intervento e mediante la tariffazione progressiva, al di sopra del normale consumo domestico individuale, nei servizi pubblici locali relativi all'uso di risorse ambientali scarse (come il servizio di fornitura idrica e la raccolta di rifiuti indifferenziati), nonché mediante sponsorizzazioni e coinvolgimento dei cittadini, anche seguendo il modello applicato alle aiuole dall'associazione "verde in comune" .

 

 

5 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d'indirizzo per il risparmio energetico e la riduzione della emissione di gas serra

"Volete voi che il Comune di Milano adotti il piano per l'energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell'effetto serra nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici.

All'interno del piano devono essere previsti i seguenti interventi:

  1. la conversione entro il 2012 di tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali;
  2. la conversione degli impianti di riscaldamento domestico alimentati a gasolio fino alla loro completa eliminazione entro il 2015;
  3. la previsione della classe energetica di massima efficienza come standard di costruzione per tutti i nuovi edifici e l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
  4. la promozione e la diffusione del teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie ad alta efficienza, al fine di raggiungere almeno 750.000 abitanti equivalenti entro il 2015;
  5. la crescita della prevenzione dei rifiuti e della raccolta differenziata in linea con gli obiettivi europei, per riciclare almeno il 50% dei rifiuti entro il 2020;
  6. la concessione di incentivi per la demolizione e ricostruzione ("rottamazione") degli edifici a maggiore inefficienza energetica e privi di valore storico e architettonico attraverso premi volumetrici?"

 

Per l'intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all'anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale, nonché mediante il coinvolgimento di società che realizzano interventi di efficienza energetica (Esco) e l'attivazione di strumenti di finanziamento in conto terzi".


Promotori
Marco Cappato, Edoardo Croci, Enrico Fedrighini


Associazionismo

Andrea Poggio (vicepresidente nazionale Legambiente), Luca Carra (Giunta esecutiva nazionale Italia Nostra), Giovanni Gottardi (Vicepresidente WWF Lombardia), Amedeo Clavarino (Fondatore di Ambiente Milano), Valeria Corbella (presidente Genitori Antismog), Marco Roveda (fondatore Lifegate), Emanuele Regalini (Presidente dell'Associazione Ingegneri Ambientali), Enrico Oggioni (Nondimenticareilfuturo), Alessandro Zanardi (Il Baniano), Luca Mazzone (Studenti Liberali Bocconi), Anna Maria Spina (Unione Donne Italiane), Mario Caputi (Presidente Impegnati), Barbara Meggetto (Direttrice Legambiente Lombardia), Franco Beccari (Coordinatore Legambiente Milano), Riccarda Tarozzi (Coordinatrice Legambiente Milano), Edoardo Re (Promozione delle Reti sociali e naturali), Martina Vogel (Presidente dell'associazione "cittadini proPositivi"), Giacomo Marossi (MI Left), Mario Schiavoni (Presidente CamminaMilano), Ludovico Grandi (già Presidente ACI), Otto Bitjoka (Presidente Fondazione Etnoland)


Università e ricerca

Stefano Rolando (Presidente della Fondazione IULM, già Direttore generale del Consiglio regionale Lombardia), Francesco Giavazzi (MIT - Università Bocconi), Marco Vitale (Comitato Direttivo della Fondazione Olivetti e del Consiglio della Fondazione FAI), Stefano Boeri (Architetto progettista Expo - aderisce ai quesiti su Mobilità e Expo), Paolo Crosignani (direttore epidemiologia ambientale, Istituto dei Tumori Milano), Franco Morganti (co-fondatore di MI06), Jacopo Gardella (architetto), Stefano Pogutz (Direttore del Master ambientale della Bocconi), Luigi De Paoli (Università Bocconi), Mario Zambrini (Presidente Istituto di Ricerche Ambiente Italia), Giulio Cossu (Ospedale San Raffaele), Augusto Ninni (Università Bocconi), Eliot Laniado (Politecnico di Milano, Francesco Bertolini (Università Bocconi), Alessandro De Carli (Coordinatore del Master Ambientale della Bocconi)

 

Giornalismo
Daria Bignardi (giornalista e conduttrice TV), Isabella Bossi Fedrigotti (Corriere della Sera), Paola Maugeri (giornalista e conduttrice TV), Franco Santini, Tomaso Greco (Le Ragioni), Simona Bonfante (Libertiamo)


Cultura

Elio de Capitani (Direttore artistico Teatro Elfo Puccini), Antonio Cornacchione (comico), Andrea Pinketts (scrittore), Gian Paolo Serino (critico letterario), Massimo Coppola (editore ISBN, regista), Diego Parassole (comico), Debora Villa (comica Zelig), Claudio Batta (comico Zelig)

Politica

Carlo Montalbetti (Consigliere Comunale - Milano Civica), Giancarlo Pagliarini (Consigliere Comunale - gruppo misto), Giancarlo Morandi (ex presidente Consiglio regionale - FI), Benedetto della Vedova (Parlamentare PDL), Pietro Ichino (Parlamentare PD), Davide Corritore (Consigliere comunale - PD), Michele D'Elia (preside, ex Presidente Provincia di Milano PLI), Giacomo Properzj (ex Presidente Provincia di Milano PRI- aderisce ai quesiti su Mobilità, Expo, Verde, Energie rinnovabili), Nicola Fortuna (commissario PLI Lombardia), Pierangelo Rossi (già assessore comunale PLI), Carlo Monguzzi (già consigliere regionale), Lorenzo Ruffatti (PLI), Francesco Poirè (Segretario Associazione radicale Enzo Tortora), Claudia Girombelli (Tesoriera Associazione radicale Enzo Tortora), Marco di Salvo (Segretario Radicali Senza fissa dimora), Emiliano Silvestri (Tesoriere Associazione Radicali Senza fissa dimora), Elena Grandi (Consigliere di Zona 1 - RNP), Isidoro Spirolazzi (consigliere zona 7 - Milano civica), Marco Vittoria (Consigliere zona 7 - Milano Civica), Dario Proto (Consigliere zona 8 - Milano civica), Fiorello Cortiana (ex Senatore)


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Caldo ad oltranza

Scritto da Gianfranco Bottarelli, 08-07-2010 22:23

Nella settimana che si sta per concludere non è successo molto dal punto di vista meteo a Milano.

Alcuni temporali hanno sfiorato la città fra sabato, domenica e lunedì ma non l’hanno coinvolta. Tuttavia il vento che li ha accompagnati ha portato ad una lieve attenuazione dell’afa, un accenno di rinfrescata che è durato fino a tutt’oggi (giovedì).

Per il fine settimana le notizie sono pessime per chi rimarrà in città e ottime per chi si recherà al mare: si prevede infatti tempo stabile e soleggiato sulle pianure e sulle coste. Afa intensa e cieli poco limpidi ovunque, con temperature che in città oscilleranno fra i +26° dell’alba e i +33° del pomeriggio; brezze pomeridiane e temperature massime un po’ più basse sulle coste, localmente inferiori ai +30° su quelle liguri, ma con umidità maggiore che in pianura, specie sul solito alto Adriatico. In montagna invece tempo soleggiato al mattino e nuvoloso di pomeriggio, con possibilità di qualche acquazzone o breve temporale.

Per i forzati della città come il sottoscritto, le prospettive non sono grandiose nemmeno per la prossima settimana, quando aumenteranno sì le possibilità di temporali, ma solo sulle zone montuose e sulle pianure adiacenti (dall’alta Brianza in su, per intendersi). Milano insomma avrà ancora poche chances di ricevere una doccia rinfrescante.

Saluti a tutti,

Gianfranco

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rapporto legambiente 2010

Scritto da Roberto Corioni, 23-06-2010 07:28

Ortofrutta sicura? Per molti, ma non per tutti

Le anticipazioni del ministero della Salute assicurano che il 98.8% dei campioni è regolare. Ma secondo il rapporto 'Pesticidi nel piatto 2010' di Legambiente solo il 50% della frutta è incontaminata. E ricompare il DDT

di Michela Lugli

frutta e verdura_morguefile_jeltovski.jpgOrtofrutta e residui, la guerra dei numeri 
"Mangia bene cresci meglio" recita lo slogan di una campagna promossa dal ministero delle Politiche agricole e rivolta ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado per consapevolizzare i giovani consumatori che ciò che mettiamo nel piatto si ripercuote sulla nostra salute.
Un concetto estendibile a tutte le età che genera ovvi - ma non banali - interrogativi. Ad esempio: cosa vuol dire"mangiare bene"? A bocce ferme la risposta arriva facile: "vuol dire mangiare sano!". Già, ma chi ci offre la garanzia della salubrità di un prodotto?

Secondo Legambiente che lo scorso 18 giugno ha pubblicato il rapporto annuale 2010 'Pesticidi nel piatto', che fa riferimento a dati ufficiali di Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, non c'è molto da stare tranquilli. Contraddistinto dal segno '+' il valore percentuale relativo ai prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi (che passano da un 27,5 ad un 32,7%), salgono anche icampioni irregolari (da 1,2 a 1,5%). In calo, poi, icampioni cosiddetti regolari - senza tracce di molecole chimiche - che passano dal 71,3 al 65,8% a fronte, per altro, di una riduzione di 204 unità dei campioni analizzati: dagli 8.764 dello scorso anno agli attuali 8.560.

Diminuiscono i campioni di frutta irregolari per residui oltre i limiti fissati per legge o per molecole non autorizzate (- 1,1%), ma si riduce anche la quota di campioni di verdure senza residui (76,4 contro 82,9% del 2009). Si attesta, infine, sui 77,7 punti percentuali la quota di prodotti derivati regolari cui però si affianca la new entrydei prodotti derivati irregolari (39 campioni su 1.435) pari a zero negli scorsi anni.

"I risultati del rapporto sono preoccupanti sia per l'aumento dei campioni con multi residui sia per le criticità, doppie in percentuale, nella verdura rispetto allo scorso anno" ha dichiarato Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino.
"La normativa vigente ha portato ad un maggiore controllo delle sostanze attive impiegate nella produzione dei formulati" ha affermato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, "l'armonizzazione europea dei limiti massimi di residuo consentito (LMR), ha rappresentato un importante passo in avanti. Il rapporto, a testimonianza della maggiore attenzione da parte degli operatori agricoli alla salubrità dei cibi e alle richieste dei consumatori, sempre più favorevoli ai prodotti provenienti da un'agricoltura di qualità" ha proseguito "registra un lento ma graduale miglioramento rispetto agli anni passati. Rimane però ancora troppo alta la percentuale dei prodotti contaminati da uno o più tipi di pesticidi".

Ha espresso la propria sorpresa nel constatare come Legambiente smentisca le valutazioni delle autorità competenti preposte al controllo Agrofarma - Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica, affermando che "il multiresiduo non è un problema, la comunità scientifica lo considera già nella valutazione degli agrofarmaci. In Italia" prosegue la nota dell'associazione, "le produzioni agroalimentari sono estremamente controllate e le rigorose verifiche effettuate su migliaia di campioni forniscono un quadro del tutto rassicurante per il consumatore che smentisce i toni allarmistici diffusi da Legambiente".

"Frutta e verdure made in Italy sono sicure" commenta Cia ribattendo tono su tono al rapporto di Legambiente con i dati contenuti in un Rapporto del ministero della Salute in via di definizione per essere trasmesso all'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Rapporto non ancora pubblicato ufficialmente ma di cui le associazioni avrebbero avuto qualche anticipazione, ndr) secondo cui sarebbero risultati regolari il98,7% delle verdure, il 98,8% della frutta e il 99,4% dell'olio di oliva, del vino e dei cereali. In pratica i campioni irregolari di frutta, verdura, cereali, olio e vino con residui chimici al di sopra dei limiti di legge si attesterebbero intorno all'1%.

"L'Italia si conferma uno dei paesi europei più virtuosi riscontrando una percentuale di presenza di irregolarità notevolmente al di sotto della media europea (4,5%)" prosegue sulla stessa linea Confagricoltura, che aggiunge "l'Unione europea con la Direttiva sull'uso sostenibile degli agrofarmaci ha già stabilito una ‘road map' per un'ulteriore riduzione e ottimizzazione del loro uso così da raggiungere sempre più elevati traguardi in termini di qualità dei prodotti agricoli, di tutela del consumatore, dell'ambiente e degli stessi operatori".

"Con la presenza di frutta e verdura irregolare sul mercato nazionale che si è ridotta di quasi cinque volte in poco più di quindici anni passando dal 5,56% del 1993 all'1,2% dell'ultima rilevazione ufficiale, abbiamo raggiunto un risultato importante" affermaColdiretti "grazie all'intensificarsi dell'attività di controllo ma anche per l'impegno degli imprenditori agricoli verso un uso responsabile dei fitofarmaci".

Chiude l'eco di commenti Fruitimprese, che pragmaticamente afferma "al di là delle interpretazioni, i dati oggettivi emersi dal rapporto sono due: il calo dei campioni fuori norma e la elevata percentuale di prodotti ortofrutticoli totalmente esenti da residui (circa due terzi) che sono la dimostrazione lampante dell'impegno costante ed assiduo della filiera per garantire prodotti sempre più buoni e sicuri".

 


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LIBERTA' DI INFORMAZIONE ?!?

Scritto da Roberto Corioni, 18-06-2010 11:15

Data: Giovedì 3 giugno 2010, 11:39

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L.733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo...

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè..CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del

blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali.

MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina , la Birmania e l'Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo.

Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO.

 

documentazione diffusa da Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani http://www.perlapace.it/ <http://www.perlapace.it/>

P.S. (di Roberto Corioni): iniziamo noi e vediamo cosa succede. QUESTA LEGGE FA SCHIFO!!!!
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L'IMMAGINAZIONE FUORI LEGGE

Scritto da Roberto Corioni, 14-06-2010 10:22

L'IMMAGINAZIONE FUORI LEGGE

di Franco Berardi Bifo

"Occorre dare vita all'Europa politica, occorre una capacità di decisione politica comune." Questo è stato per molto tempo il ritornello di molti eurofili benintenzionati. Nei giorni della crisi greca intellettuali come Jurgen Habermas e Barbara Spinelli lo hanno rilanciato con toni drammatici. Mentre la cura neoliberista e la speculazione finanziaria producevano i loro effetti congiunti sull'economia dei paesi più deboli, l'unica salvezza sembrava poter venire da un salto in avanti nell'unità politica.
Alla fine sembra di poter dire che gli eurofili sono stati accontentati. Infatti quel che di nuovo è venuto fuori dalla crisi di primavera è proprio questo: per la prima volta l'entità europea decide di agire in maniera politicamente coordinata. Peccato che l'unità politica europea si manifesti unicamente come affermazione di una maggior rigidità nell'applicazione delle norme monetariste che governano la vita dell'Unione.
La politica al posto di comando per affermare con decisione che solo la finanza è al posto di comando, e solo gli interessi della finanza contano per il ceto politico europeo. Dopo trent'anni durante i quali, in nome del principio universale di competitività, sono stati attaccati gli istituti dello stato sociale, la previdenza, le pensioni, la scuola pubblica, i trasporti pubblici, ecco che oggi l'unico obiettivo che appare chiaro ai decisori europei è la riduzione ulteriore della spesa pubblica, il taglio degli stipendi dei lavoratori pubblici, il rinvio dell'età di pensionamento, e così via. Nessun rispetto per i diritti acquisiti dai lavoratori, nessun rispetto per i bisogni della società.
Del resto la Thatcher aveva detto: alla parola "società" non corrisponde nulla, e quella affermazione comincia a diventare vera come una profezia che si auto realizza. La società sta in effetti scomparendo, per lasciar posto a una giungla nella quale tutti combattono contro tutti. Dopo la crisi greca le regole del dogmatismo monetarista della Banca Centrale si sono irrigidite come se una maggiore dose di veleno potesse funzionare da antidoto. La stretta fiscale colpisce anzitutto la domanda, quindi approfondisce la recessione. L'unico risultato prevedibile è un'ulteriore concentrazione della ricchezza nelle mani della classe finanziaria e un ulteriore impoverimento dei lavoratori.
Dopo il collasso del sistema finanziario americano si diffuse la speranza che la direzione imposta alle politiche economiche dal neoliberismo potesse essere invertita o per lo meno attenuata, e che potesse iniziare un processo di redistribuzione del reddito in funzione di rilancio della domanda.
Niente di tutto questo è accaduto. Al contrario, come ci ha informato la rivista Forbes, nel 2009 il numero degli ultra ricchi è aumentato del venti per cento. La società è stata ulteriormente rapinata a favore delle grandi banche. Ora la crisi europea riproduce la dinamica del salvataggio economico in una forma ancor più implacabile, con una sorta di ferocia matematica.
Esistono le condizioni per fermare questa corsa folle? Un'esplosione è molto probabile, perché in alcuni paesi europei le condizioni di vita stanno diventando intollerabili. Ma la decomposizione del fronte del lavoro, la precarizzazione, l'assenza di coscienza solidale minacciano un esito terribile: guerra civile inter-etnica su scala continentale, sgretolamento progressivo dell'Unione europea che negli ultimi cinquanta anni ha tenuto sotto controllo gli istinti di guerra sul continente. La causa di questa impasse non sta solo nella mancanza di volontà del ceto politico europeo, ma soprattutto nella paralisi dell'immaginazione dell'intera società. Soluzioni diverse da quella monetarista appaiono inimmaginabili.
Ma dietro la calma glaciale dell'euroburocrazia finanziaria sembra di percepire una vibrazione di panico. E non è difficile comprenderne le cause. Da trent'anni il valore universale è la competitività, che si riduce a un solo criterio: vince chi riesce ad aumentare la produttività mantenendo più basso il costo del lavoro. Se la gara è questa è chiaro che l'Europa non può vincerla. Quanto tempo occorrerà perché il salario medio di un lavoratore europeo possa essere come suol dirsi "competitivo" (alla rovescia) con il salario di un operaio indiano? O cinese? O vietnamita? Per quanto il ceto politico e imprenditoriale europeo si possa impegnare, occorrerà un tempo troppo lungo, e un prezzo umano troppo sanguinoso perché il gioco valga la candela. Ecco perché i cosiddetti mercati non credono nel futuro europeo, perché se il criterio è il massimo profitto d'impresa e la competitività verso il basso, il declino europeo è garantito. Ma chi lo ha detto che quello sia l'unico criterio? Bateson definirebbe la malattia europea come doppio legame, o ingiunzione contraddittoria. Come quando si dice: "Sii spontaneo." Se obbedisco all'ingiunzione non sarò spontaneo, se non obbedisco come posso esserlo? Il neoliberismo ingiunge alla società europea di essere competitiva e al tempo stesso le ingiunge di devastare le strutture che costituiscono la condizione culturale e produttiva della sua ricchezza. L'idea monetarista e neoliberale della ricchezza coincide sempre più con la miseria della società. E questo non basterà all'Europa per essere competitiva sulla scena globale. E allora? Bateson suggerisce una soluzione di tipo paradossale. E questa è la soluzione paradossale: puntare sulla ricchezza della cultura, sulla ricchezza di consumi collettivi di alta qualità, sulla de-privatizzazione e l'aumento dei salari.
Puntare sul reddito di cittadinanza come condizione di una forma di vita rilassata, felice, solidale e produttiva. I criteri di Maastrich non sono una legge di natura, sono una decisione umana, sono una convenzione di linguaggio. Un gesto di linguaggio può dissolvere quella gabbia.
Naturalmente questo è il contrario esatto della visione che ci propone la classe finanziaria, per la quale ricchezza significa immiserimento sociale. Ma esistono le condizioni culturali per aprire un processo che vada in questa direzione? Attualmente non esistono perché l'immaginazione sociale è bloccata, anzi maledetta. L'immaginazione è fuorilegge, nella sfera del capitalismo finanziario.
Ma senza immaginazione lo sfacelo e la de-civilizzazione sono garantite.

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Consigli bioallegri

Scritto da Serena & Claudio, 02-05-2010 10:15

dal sito web Detersivi Bio Allegri - http://biodetersivi.altervista.org

 

Consigli bioallegri

 

Di seguito troverete una serie di consigli sulla  bio_detersione

 

A partire dall' uso consapevole e attento dei detersivi tradizionali, passando per l'utilizzo di semplici detersivi fai da te, proseguendo con la'acquisto di detersivi biologici dal costo contenuto, fino ad arrivare, volendo, all'utilizzo dei migliori detersivi biologici in commercio.

Importante Sapere di Poter Scegliere. E Scegliere di volta in volta secondo proprie esigenze e possibilità.

Abbiamo scoperto che tutti i prodotti tradizionali in commercio, ognuno alla sua maniera, hanno un fortissimo impatto ambientale.

Per ambiente s'intende:

o l'ambiente fuori casa: terra, acqua, cielo, ove arrivano i rifiuti tossici dei detersivi che usiamo in casa;

o e l'ambiente casa : pochi sanno che esiste e continua ad aumentare l' inquinamento domestico dovuto al largo uso di prodotti chimici quali spray, deodoranti, detersivi di ogni genere, anticalcare, sbiancanti, candeggine, prodotti specifici per pulizie di ogni cosa.

Una lista infinita e in continuo aumento. Come in aumento sono le malattie allergiche, malattie respiratorie, malattie di ogni tipo.

Il primo gesto consapevole e necessario (oltre che economico ed ecologico) è imparare a fare a meno di tantissimi prodotti di cui abbiamo piena la casa.

Abbiamo imparato a passare al vaglio stretto tutti i detergenti circolanti nelle nostre case, arrivando a capire che in effetti per tenere pulita ed ecologica una casa c'è bisogno di poche cose essenziali.

Questo primissimo quanto necessario gesto, costituisce la base per risparmiare anche i soldi necessari per comprare quei pochissimi detersivi biologici di cui abbiamo veramente bisogno.

Il secondo gesto, veramente economico ed utilissimo, consiste nel preparare spruzzini di acqua e aceto, diluizione 20% o 30% o 40% di aceto in restante acqua. Si sceglie anche a secondo di quanto si tollera l'odore dell'aceto: chiaramente la soluzione agisce meglio quando più è concentrato l'aceto.

Se l'acqua non è particolarmente calcarea và benissimo quella del rubinetto, altrimenti acqua distillata è meglio per evitare macchie di calcare, più che altro su vetri e acciaio.

Molto spesso in casa si usano prodotti spray generici per pulire macchie semplici: acqua e aceto vanno bene per la maggior parte dello sporco. Se vi disturba l'odore dell'aceto, sappiate che l'aceto di mele ha un odore più gradevole.

L'aceto, meglio se caldo, spruzzato sui rubinetti è fantastico per lucidare e togliere segni di calcare.

Se il calcare ha ostruito le griglie rompigetto di rubinetti e doccia, svitateli e immergeteli nell'aceto, finché non inizia a sciogliersi, dopodichè sciacquateli e rimetteteli a posto.

L'aceto pulisce benissimo i vetri senza bisogno di nulla d'altro.

Sempre con gli stessi spruzzini si possono pretrattare le pentole con residui attaccati sul fondo, ma anche piatti e quant'altro. Vedrete nel proseguo di questo documento quante volte l'aceto può essere utilizzato

Tenete presente che per una casa PULITA a dovere, pochi e semplici detergenti sono più che sufficienti in gran parte delle pulizie. Ciò sta a significare che per esempio il lavabo del bagno, può essere pulito a fondo con un ottimo detergente che deterga e igienizzi ma quando dobbiamo semplicemente ripassarlo possiamo usare detergenti blandi. Insomma un po' l'uno e un po' l'altro. Viceversa laddove c'è davvero parecchio sporco è chiaro che uno spruzzino all'aceto non può essere il primo passo.

Allo stesso modo con cui impariamo ad usare l'aceto, possiamo usare l'acido citrico, che è un acido più forte dell'aceto, si compra in polvere e si diluisce in acqua. Ha il vantaggio di essere ancora più efficace dell'aceto e di essere inodore. Ulteriore vantaggio è che si compra la povere e si diluisce a casa. Si evita quindi di buttare bottiglie vuote come succede per l'aceto.

Si trova in drogheria e non costa molto, in farmacia alle volte, anche se costa di più. Anche officina naturae lo produce e lo vende sul proprio sito o sul territorio, se vi sono negozi che vendono questa marca nella vostra zona.

Terzo efficacissimo detergente naturale, da usare sia in pasta che in spruzzino, è il bicarbonato.

Nel manuale troverete come e dove questi tre detergenti ecologici, economici ed elementari possono essere usati.

Il terzo gesto è usare i panni magici.

Sono panni di microfibra uniti di "unghiette" che raccattano lo sporco, sono utilissimi ed ecologicissimi per mille pulizie. Asciutti permettono di spolverare senza detergenti. Bagnati e con l'ausilio di poco detersivo, o aceto, o poco d'altro, potenziano l'azione detergente del detersivo e dello sfregamento meccanico.

Si comprano al supermercato nella zona spugne per la casa. E' importante comprarli di buona qualità: la spesa è un investimento sicuro in quanto si lavano facilmente e durano tantissimo.

Il quarto gesto è il più facile ed economico, e di una efficacia spesso dimenticata : usare acqua calda potenzia qualunque tipo di lavaggio e detersivo.

Recuperiamo i gesti più semplici, efficaci e di buon senso, che con l' uso dei detersivi chimici a massima tossicità ci siamo scordati!

Il quinto gesto o quinto elemento, è il TEMPO

Un ingrediente semplicissimo quanto utilissimo.

Con l'avvento dei detersivi tradizionali abbiamo preso l'abitudine e la pretesa di volere " tutto subito". I prodotti sintetici offrono proprio questo: in virtù della loro forte aggressività si ottiene molto in poco tempo.

Impariamo che qualche attimo di attesa permette sia all'acqua stessa, che al detergente in essa disciolto, di AGIRE. Il tempo è necessario.

Spruzziamo il nostro detergente e aspettiamo qualche minuto che faccia effetto, che emulsioni, che sciolga lo sporco. In questo modo un detergente blando ottiene in qualche minuto quello che un detergente super aggressivo ottiene in 2 secondi.

Stesso discorso vale per i detersivi tradizionali: se impariamo ad aspettare che agiscano, scopriremo che poco detersivo lasciato in posa per un paio di minuti, basta a detergere tutto il necessario.

Il tempo è indispensabile anche per l'aspetto igienico : molti disinfettanti hanno bisogno di un minimo di tempo di posa per agire.

Il sesto gesto, semplice, efficace, e spesso dimenticato, è usare sempre i guanti. a maggior ragione se si usano prodotti tradizionali, ma anche se si usando prodotti biologici.

Qualunque sostanza con cui entriamo a contatto, passando attraverso la pelle tende ad arricchirsi nel nostro organismo. Siamo già saturi, impariamo a proteggerci.

Ricordiamo che nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma...

Quindi pazienza.,. e buone pulizie con i detersivi bioallegri!


Cosa offre il mercato

Abbiamo verificato come ognuno possa scegliere per sé la soluzione ecologica in sintonia con la propria situazione economica.

Considerate che anche per risparmiare, già in molti abbiamo imparato a usare acqua calda, aceto e acido citrico, bicarbonato, sale, alcool e oli essenziali.

A questo punto, di detersivi ce ne sono veramente pochi e quelli essenziali sono:

o detersivo lavatrice

o detersivo lavastoviglie

o detersivo generico

o detersivo lavapiatti

o percarbonato

Questi detersivi usati con le nuove accortezze, ci dureranno parecchio, quindi possiamo anche spendere qualcosa in più per il bio.

Esistono in commercio marche completamente bio, di vari prezzi: i loro componenti rispondono a precisi criteri, certificati da appositi enti che vigilano continuamente sulle aziende durante l'intero ciclo di lavorazione dei prodotti (Aiab, Amab, Demeter ecc.)

Ci sono poi i detergenti certificati Ecolabel. Non possono essere definiti biologici, ma hanno buoni standard ecologici rispetto ai normali detersivi pubblicizzati. Il protocollo Ecolabel controlla l'efficacia del prodotto e il suo basso impatto finale sull'ambiente. Non garantisce la fase iniziale, quindi i prodotti Ecolabel possono essere totalmente di origine petrolchimica - dunque da fonte non rinnovabile - e contenere sbiancanti ottici, zeoliti, profumi e conservanti sintetici. Ciò nonostante rappresentano un primo ed efficace passo verso una detergenza a minor impatto ambientale rispetto all'utilizzo di detersivi pubblicizzati o convenzionali.

Un fiore (vedi a fianco) è il simbolo dell'Ecolabel Europeo che contraddistingue questi prodotti che si trovano normalmente nei supermercati.

Quasi tutte le catene di supermercati che producono articoli in proprio presentano una linea Ecolabel: bisogna cercarla fra gli scaffali, di solito "nascosta" fra i detersivi di marca.

La Coop distribuisce buoni detersivi coop-ecolabel; inoltre la Coop è, secondo la Guida alconsumo critico (Centro Nuovo Modello di Sviluppo), la catena distributiva italiana che mostra maggiore sensibilità nei confronti dei temi ambientali e sociali.

Un'altra catena che ha prodotto una linea ecologica certificata Ecolabel è Esselunga. La linea è riconoscibile da un "Gabbiano" e non va confusa con la linea tradizionale Esselunga. Pur non essendo detersivi biologici, la qualità, il prezzo e il basso impatto ambientale ne fanno dei buoni prodotti e, per quanto riguarda la linea di detergenti per il corpo, il bio Esselunga costa come una normalissima marca convenzionale che vediamo pubblicizzata in tivù.

Riguardo al biologico certificato, in commercio si trovano tante marche, più o meno valide.

In particolare noi abbiamo testato con soddisfazione i prodotti di Officina Naturae che sono di altissima qualità. Questa azienda nasce dall'esperienza di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) e porta avanti progetti equosolidali anche nella linea cosmetica. Recentemente ha portato a termine una ricerca indipendente iniziata nel 2004 per la produzione di tensioattivi vegetali non etossilati derivati da olio di cocco proveniente da commercio equo e solidale. Con questi tensioattivi è stata formulata Aequa, la prima linea di detersivi per la casa equosolidali senza derivati petrolchimici, con tensioattivi non etossilati e ingredienti biologici.

Possiamo così riassumere le caratteristiche dei vari marchi:

o Ecolabel certifica un basso impatto ambientale (anche a livello di imballaggio) e un'ottima prestazione del prodotto pulente; ma le materie prime possono essere di origine petrolchimica.

o I marchi biologici certificano la provenienza biologica delle materie prime, senza però prendere in considerazione né l'impatto ambientale né la qualità della prestazione. Per il momento solo la certificazione "detergenza pulita ICEA/AIAB" prescrive, per il detergente da certificare, un test prestazionale a confronto con un equivalente prodotto convenzionale e un calcolo sull'impatto ambientale del prodotto finito.

o I marchi "equo e solidale" certificano che una certa quantità di materie prime proviene dal mercato equo e solidale ma non considerano né l'impatto ambientale né la prestazione.

Ciascuno deve fare le proprie scelte secondo l'aspetto che ritiene più importante. Ci sono aziende che cercano di conciliare i vari punti di vista, per offrire prodotti equilibrati ed efficaci.


La confezione

Se i nostri nonni guardassero col loro occhio disincantato i prodotti che compriamo, probabilmente direbbero: "Tanto fumo e poco arrosto", o in alcuni casi: "Tutto fumo e niente arrosto".

Ebbene a noi queste confezioni piacciono così tanto che, quando compriamo un prodotto, ciò che più guardiamo sono le confezioni. E giacché le abbiamo viste qualche migliaio di volte in tivù, anche le confezioni guardano noi dallo scaffale, e ci riconoscono! Ci sorridono come si sorride ai vecchi amici, e ci sussurrano all'orecchio: "Comprami, comprami, sono io il prodottino dei tuoi sogni!" Naturalmente noi non ci sottraiamo. Ci mancherebbe.

Compriamo il prodottino e insieme ne compriamo altri, già che siamo lì, scegliendo tra quelli che ci sorridono meglio e con più familiarità (la pubblicità!).

Arriviamo ansimanti a casa con una tonnellata di confezioni. E non è che ce le abbiano regalate, le abbiamo pagate e pagate care. Iniziamo quindi a inveire contro il governo ladro e l'euro truffaldino, visto che abbiamo speso 100 euro per comprare due litri di latte, quattro altre cose di poco conto e altre ancora di nessuna importanza.

Intanto scartiamo i prodotti. Per "scartare" s'intende sia togliere che buttare la carta e la plastica, le confezioni di cui sopra. È come se comprassimo tre chili di arance e arrivati a casa ne buttassimo due chili interi. Ma non ce ne accorgiamo. È normale così...

A questo punto rimane il prodottino, che generalmente è scadente, ma non per colpa sua!

La responsabilità sta nel fatto che chi compra guarda la confezione e la pubblicità, della qualità del prodotto generalmente non si interessa affatto. Tutti ne abbiamo fatto l'esperienza.

Le energie e le risorse spese dalle aziende e dai consumatori sono investite per il 70% circa nella confezione e nella pubblicità.

Ebbene, noi compriamo carta e plastica che buttiamo all'arrivo a casa, paghiamo pubblicità che ci racconta cose mirabolanti che poco hanno a che vedere con il prodotto che compriamo e dulcis in fundo, ma proprioin fundo, ricaviamo il prodottino, scadente.

E non è mica è finita qui... Che succede alle confezioni? Una cosa veramente mirabolante! Chili e chili di confezioni, carta plastica cartone alluminio, una girandola di materiali, si accumulano nelle nostre case. Ma anche qua c'è la soluzione: esiste la discarica!

In discarica i nostri scarti si uniscono a tonnellate di altre confezioni dei vicini di casa e di quartiere. Carta, vetro, plastica in abbondanza. Si formano così degli ammassi enormi e abominevoli di scarti che bisogna in un modo o nell'altro smaltire. Ormai tutti sappiamo che in Italia i problemi di smaltimento rifiuti sono ENORMI...

Ciò significa che i costi di smaltimento rifiuti sono altissimi. Il Comune smaltisce tonnellate di spazzatura varia e inutili confezioni, e paga fior di soldi. Dopodiché il Comune divide le spese di smaltimento e manda la bolletta a casa a tutti i cittadini, che pagano nuovamente per smaltire le assurde confezioni.

Compro e pago confezioni che non servono a nulla, le butto all'arrivo a casa, le mando in discarica, pago nuovamente per smaltirle.

Quindi in breve:

Per detersivi, cosmetici e quant'altro, ciò che conta è la sostanza!

Impariamo a scegliere la qualità del prodotto, guardiamo il contenuto e non il contenitore.

Impariamo a guardare il contenitore per scegliere quello più ecologico, almeno quando ciò è possibile.

Sappiate che la plastica è difficilmente smaltibile, sebbene riciclabile (verificare sulla  confezione la presenza del simbolo del riciclaggio, qui a fianco). È più ecologico ed economico smaltire carta e vetro. Quando possibile è quindi meglio scegliere imballi di carta e vetro. Scegliere prodotti concentrati da diluire. Scegliere ricariche.

Quando i prodotti sono esauriti è importantissimo smaltire i contenitori correttamente separandoli: non è vero che delle macchine separano automaticamente i rifiuti. Da anni si studiano macchine per queste operazioni, ma attualmente pochissime di esse sono efficaci e pochissimi Comuni le hanno a disposizione. I nostri rifiuti vengono nella maggior parte dei casi selezionati a mano da operai. Se i rifiuti sono troppo mescolati, vengono mandati in blocco all'inceneritore, per cui si perde l'utilità della raccolta differenziata. Se ognuno di noi imparasse a separare a casa i propri scarti - seguendo anche le indicazioni delle aziende municipalizzate e delle etichette - smaltimento e riciclaggio risulterebbero più efficaci.

Altro mito da sfatare: non è vero affatto che noi separiamo e in discarica mescolano gli scarti.

Vendere i materiali riciclabili fa guadagnare, viceversa smaltire l'indifferenziato costa cifre altissime. Riciclare conviene due volte.

Quello che purtroppo succede, e che noi dovremmo evitare con tutte le nostre forze, è che tonnellate di materiale che si sarebbe potuto differenziare vengano inviate agli inceneritori.

Non è questa la sede per una disquisizione sui metodi di smaltimento dei rifiuti. Vogliamo solo evidenziare che gli inceneritori, pur diventando sempre più efficienti, continuano a produrre "rifiuti speciali" molto più difficili da smaltire. Buona parte finisce nel raggio di 50 km sotto forma di nanopolveri che attraverso l'inalazione si annidano nell'organismo umano con alta potenzialità tumorale. Ci sono diversi studi scientificial riguardo.

Noi auspichiamo che come alternativa agli inceneritori siano sviluppate nuove tecnologie, di molto minor impatto ambientale e sulla salute, come la torcia al plasma, i sistemi di  essiccazione e compattamento della massa a basse temperature, i sistemi a freddo come il progetto THOR che si sta sperimentando in Sicilia.

La raccolta differenziata dell'umido riduce drasticamente la quantità dei rifiuti da trattare e andrebbe sviluppata molto di più. Purtroppo nella "politica dei rifiuti" entrano in  giocointeressi che vanno al di là della salute dei cittadini, come la discussa questione dei "Cip6".

Ben lontani dal rinnegare i cambiamenti positivi che la plastica ha portato nella nostra civiltà, dovremmo solo riflettere di più sull'abuso di un materiale creato per essere pressoché indistruttibile, quando utilizzato in maniera preponderante solo per avvolgere e imballare.

Dovremmo differenziare la raccolta per riciclare, praticare se possibile il riutilizzo e, cosa meno utopica di quanto sembri, produrre meno rifiuti scegliendo prodotti con meno materiale da imballaggio possibile.

Quando compriamo un prodotto qualsiasi, pensiamo a quello che comporta come smaltimento rifiuti.

La sobrietà è una via vincente. Il riuso, è una via vincente.

La scelta, è una via vincente. E divertente!

La sobrietà è felicità!


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